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Denis Diderot

 

Scrittore poligrafo e filosofo, Diderot è massimo esponente della cultura illuminista pre-rivoluzionaria e promotore ed editore della Encyclopédie, inizialmente con l'importante collaborazione di d'Alembert, ma che in seguito abbandona l'impresa per i rischi connessi alla pubblicazione, sotto tiro della censura sin dall'uscita del primo volume.

L'Encyclopédie nasce male perché chi ci lavora è visto dai censori della carta stampata come "individuo sospetto", ma il peggio è per Diderot, di cui, già nel 1749, il commissario di polizia parigino Joseph d’Emery scrive in un rapporto: «...giovane che fa il bello spirito e si gloria della sua empietà; pericolosissimo; parla con disprezzo dei santi misteri.» Inizia con questa pessima schedatura il suo calvario intellettuale, bollato come personaggio ateo e perciò esecrabile e da tenere sotto controllo.

 

Dopo la condanna de L'esprit di Helvétius (altro collaboratore) d'Alembert si dfilerà e Diderot resterà solo a portare avanti testardamente l'impresa, sino 1772 con l'uscita degli ultimi due volumi delle tavole. E' quasi stupefacente come egli abbia potuto, imbarcatosi in quest'impresa editoriale ciclopica (35 volumi), scrivere tanti libri ed articoli e nello stesso tempo coltivare tante amicizie ed affetti.

Nato a Langres, un paesino delll'Alta Marna, nel 1713, egli è rampollo di una famiglia cattolica piccolo borghese e abbastanza benestante, era avviato dai genitori alla carriera ecclesiastica e in subordine a quella giuridica, entrambe poco interessanti per il giovane Denis. Finito il liceo presso i Gesuiti egli si trasferisce a Parigi per iscriversi all'Università, uscendone nel 1732 con la laurea di magister artium.

Il titolo conseguito non gli offre però grandi sbocchi professionali e deve adattarsi a lavori di ripiego, come fare lo scrivano e il precettore, conducendo per anni un'esistenza da bohémien squattrinato ma molto ambizioso e superbo. Nel frattempo egli intesse rapporti con altri giovani intellettuali sensibili alla nuova cultura illuminista, proveniente dalla Gran Bretagna e dall'Olanda e appena agli albori in Francia, ancora sotto il tallone assolutista e bigotto di Luigi XV.

In questo periodo nasce la sua reputazione di tipo poco raccomandabile e che va tenuto d'occhio dalle forze dll'ordine.  

Nasce il sodalizio intellettuale con molti altri giovani ribelli dell'intellighenzia parigina, una grande amicizia con Grimm, una non minore d'Olbach (pur nelle marcate differenze d'opinione) e un problematico rapporto con Rousseau. Più tardi questi, diventato psicopatico e sospettoso, finirà per sentirsi "tradito" dagli ex-amici illuministi di cui non condivideva più nulla.

Diderot è cultore di moltissime discipline, dalla chimica alla pittura, dalla medicina alla musica, dalla storia alla matematica, dalla fisica alle lingue antiche, dotandosi così di un retroterra culturale vasto e profondo, in contrasto con l'appiattimento degli accademici della Sorbona, ancora legati a Platone ed Aristotele. Conoscitore di diverse lingue egli vivrà per lungo tempo delle sue traduzioni, mentre  l'impresa dell'Enciclopedia si tradurrà in un vero disastro finanziario.

Nel 1746 pubblica i Pensieri filosofici, dove prevale una concezione deista che si traduce in una religione naturalistica e razionale che lascerà presto posto all'ateismo. Del 1747 è La passeggiata dello scettico, testo aspramente critico verso la superstizione e l'intolleranza. Nel 1749 appare la Lettera sui ciechi, uno scritto di carattere ormai sensista e materialista.

Scrive poi vari saggi di matematica e scritti  estemporanei di critica letteraria, teatrale, artistica e politica. Incarcerato per sovversione nel castello di Vincennes nel luglio 1749 vi rimane sino a dicembre. Ma era intanto era cominciata la grande avventura editoriale dell'Encyclopédie, tra delusioni e difficoltà che caratterizzeranno gli anni successivi. Testardamente e instancabilmente Diderot ne sarà solitario artefice, vedevndolo come l'obbiettivo di un'irrinunciabile battaglia politico-culturale.

Tra le altre sue opere: i saggi L'interpretazione della natura (1753) e Il Sogno di d'Alembert (1769), i romanzi La monaca (1760) e Jacques il fatalista (1773), il dialogo Il nipote di Rameau (1762), le opere teatrali Il figlio naturale ed Il padre di famiglia (1758), un trattato su La poesia drammatica e uno sulla recitazione: Il Paradosso dell'attore.

Molto importante il ruolo di Diderot per la nascita di una moderna storia dell'arte e di un'innovativa critica del fare artistico. Quest'ultima disciplina, la critica d'arte, nata nei primi decenni del '700, prende con le sue critiche sulle mostre dei Salons (esposizioni di pittura) una direzione del tutto nuova, non più intellettualistica ma al servizio del pubblico. La novità diderotiana sta anche nel coniugare l'elemento estetico di un quadro a quello tecnico, essend egli il primo a riunire nell'analisi critica vari aspetti dell'opera d'arte. l Salons iniziano nell 1746 e sino 1781 rappresentano pubbliche esposizione di estrema importanza per l'acculturazione delle classi popolari. Mostre pubbliche e aperte gratuitamente a tutti che si tenevano dal 25 agosto, festa di San Luigi (e quindi del monarca)  alla fine di settembre.

Diderot inizia a scrivere dal 1759 le  sue analisi estetiche sulle opere esposte al Salon come Correspondance littéraire. Negli articoli scritti tra il 1761 e il 1763 prendono corpo le teorie estetiche di Diderot, alle quali si accompagnano considerazioni filosofiche, storiche e morali.

La vita privata di Diderot fu improntata alla libertà di espressione e di comportamento, fuori dagli schemi tradizionali. Sposato nel 1743 con Antoinette Champion (Nanette) ebbe da lei una figlia molto amata; più tardi (a partire dal 1756) nasce l'intenso rapporto sentimentale con la colta Sophie Volland. Di quest'ultima relazione è testimone un fitto epistolario di grande valore storico e culturale.

Nel 1762, l'imperatrice Caterina II di Russia acquista la biblioteca di Diderot, a cui però egli mantenne accesso ed uso, insieme a una rendita quale conservatore e bibliotecario. Del 1773 è un suo progetto di riforma della cultura e dell'istruzione in Russia che egli stese durante un soggiorno a Pietroburgo

La morte dell'adorata Sophie nel febbraio 1784 fu colpo ferale, pochi mesi dopo, il 31 luglio, egli stesso morirà distrutto dal dolore il 31 luglio 1784. Non per caso l'autopsia rivelerà una morte per collasso cardiaco forse dovuto a un'ipertrofia dei tessuti. Dopo la morte tutti i suoi manoscritti e il restante della sua biblioteca andranno ad arricchire la Biblioteca  di Pietroburgo.

Sul piano filosofico l'opera di Diderot è considerata  una delle più complesse e problematiche dell'illuminismo. Cultore di una libertà estesa, aperto al progresso e al futuro in tutto lo scibile, umanistico e scientifico, egli passa dal deismo giovanile all'ateismo. Ciò lo differenzia nettamente dai deisti Voltaire e Rousseau e lo avvicina a Helvétius e d'Holbach.

Un interessante approfondimento analitico della filosofia di Diderot si trova nel sito che proponiamo all'attenzione:

 

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